Acqua-Ambiente

Molti cinquantenni ricorderanno con nostalgia quando erano bambini i tempi della nonna: le verdure, gli ortaggi, i legumi e la frutta erano meno belli esteticamente se comparati all’epoca contemporanea, ma molto più saporiti e carichi di vitamine. C’era meno disponibilità di cibo, ma ciò che si mangiava era molto più salutare, non esistevano pesticidi, conservanti, serre e i vari inquinanti ora ben noti. L’automobile era un lusso, ci si muoveva quasi sempre a piedi o in bicicletta e si era più snelli e in forma rispetto a oggi. Il pianeta era ancora incontaminato e l’acqua, l’aria e gli alimenti non erano contaminati da agenti esterni. Ci si accontentava di poco e si era molto più felici e sorridenti rispetto alle generazioni nate in seguito e avvezze al consumismo. Lo stile di vita che riecheggia nella memoria e che molti rimpiangono ben combacia con le attuali linee guida delle più importanti organizzazioni mondiali in materia di alimentazione, impegnate in campagne di sensibilizzazione volte a prevenire le più gravi malattie del nostro secolo.

ACQUA SANA E PULITA, UNA GRANDE RICCHEZZA

Il nostro corpo, come ci insegnano sin dai primi anni di scuola, per circa il 70% è composto da acqua ed è grazie ad essa che all’interno di ciascuno di noi avvengono svariate reazioni chimiche, fondamentali non solo per gli esseri viventi ma per l’equilibrio di tutto il pianeta.
L’acqua lavora in sinergia con le varie sostanze che assumiamo, agendo da solvente per tutti i nutrienti (minerali, vitamine, idrosolubili, aminoacidi, glucosio, ecc.) e svolgendo un ruolo essenziale nell’assorbimento, nel trasporto e nell’utilizzo dei nutrienti stessi. La presenza dell’acqua è indispensabile anche ai fini dello svolgimento di tutti i processi fisiologici e per le reazioni biochimiche che avvengono nel nostro organismo: le cellule che compongono l’essere umano, circa 37.200.000.000.000, si rigenerano costantemente grazie all’acqua

I NOSTRI ACQUEDOTTI

Ormai da decenni il costante uso fertilizzanti chimici e pesticidi, microplastiche hanno compromesso la salute dei nostri fiumi, dei laghi, delle falde dove gli acquedotti si approvvigionano d’acqua.

Dagli acquedotti nazionali si fa il possibile per ridistribuire acqua di qualità, provvedendo costantemente a controlli e analisi; purtroppo però fertilizzanti chimici sempre più potenti usati in agricoltura da oltre 70 anni e la presenza di microplastiche, rendono questa attività complicata. Nel corso dei decenni le piogge hanno trasportato questi contaminanti fino a raggiungere le falde acquifere più profonde.

 

INFILTRAZIONE DI MICROPLASTICHE IN TUTTE LE ACQUE DEL PIANETA

INVISIBLES: THE PLASTICS INSIDE US

Microplastiche nelle acque minerali in bottiglia e in quelle potabili di rubinetto di tutto il mondo. Grazie ad un’indagine effettuata da Orb Media, organizzazione no profit di Washington, in esclusiva con il quotidiano britannico The Guardian, sono state trovate microplastiche nelle bottiglie di acqua minerale oltre al 90% dei campioni. In U.S.A. nelle acque di rubinetto trovato il tasso di contaminazione più elevato, che arriva al 93% delle acque analizzate. Campionature prelevate anche negli edifici del United States Capitol (Campidoglio a Washington), nella sede dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA – Environmental Protection Agency) e persino nella Trump Tower a New York. In Europa trovato il 74% di acque potabili contaminate da microplastiche. Una contaminazione distribuita più o meno in modo uniforme in ogni parte del globo, a prescindere dalla sede di campionatura.

MICROPLASTICHE AL MICROSCOPIO ELETTRONICO

Link – VALORI Microplastiche “alimento” ormai stabile nella dieta umana

Link – THE NEW YORK POST Plastic particles in bottled water could be killing you: study

Link – FOCUS Fibre di plastica nell’acqua del rubinetto di tutto il mondo

Link – CORRIERE DELLA SERA Microplastica nelle bottiglie d’acqua: allarme contaminazione

Link – LA STAMPA “Microplastiche nell’acqua potabile in tutto il mondo”. Uno studio lancia l’allarme

Link – THE GUARDIAN Plastic fibres found in tap water around the world, study reveals

Link- EUROPATODAY La plastica ‘inquina’ il nostro corpo, trovata nelle feci umane in 8 Paesi (tra cui l’Italia)

Link – LA STAMPA La micro-plastica nei nostri piatti: la mangiamo e la beviamo

Link – PANORAMA Microplastiche: ecco come ci arrivano nel piatto e nel bicchiere

Link – THE NEW YORK TIMES Study Investigates Proliferation of Plastic in Waterways Around New York

Link – LE MONDE Des microplastiques détectés dans les excréments humains

Link – BBC Plastic particles found in bottled water

Link – THE GUARDIAN WHO launches health review after microplastics found in 90% of bottled water

Link – ORB MEDIA WHO launches health review after microplastics found in 90% of bottled water

 


ACQUE POTABILI DI RUBINETTO: MEDIA MONDIALE 83%

ACQUE MINERALI IN BOTTIGLIA OLTRE IL 90%

 

QUALCHE DATO PER SENSIBILIZZARE

Per produrre una bottiglia di plastica da 1 litro servono 1,39 litri d’acqua (Link: Tuttogreen) e circa 67 gr di petrolio (fonte International Bottled Water Association).

La realizzazione di una bottiglia di plastica da 1,5 litri rilascia nell’atmosfera:

  • 1,6 gr. di idrocarburi,
  • 1 gr. di ossidi di zolfo,
  • 0,8 gr. di ossidi di azoto,,
  • 0,72 gr. di monossido di carbonio,
  • 92 gr. anidride carbonica.
A ciò si aggiunge il fatto che ogni anno i cittadini italiani pagano i consti per lo smaltimento di 8 miliardi si debbano sostenere i costi per lo smaltimento di circa 8 miliardi di bottiglie di plastica. Inoltre, il prezzo dell’acuqa minerale in bottiglia è altissimo, considerando che per le multinazionali dell’acqua il costo medio è di un millesimo al litro.
Link: costo acqua in bottiglia

COOP DENUNCIA MINERACQUA

Cartellone nei supermercati Coop

Le attività umane sono le maggiori responsabili delle notizie spesso allarmanti circa lo stato di salute del nostro pianeta. Acqua, aria e cibo in certi casi raggiungono livelli di alterazione inaccettabili, noi tutti dobbiamo porre maggiore attenzione alla salvaguardia dell’ambiente.

Fortunatamente da qualche tempo molte aziende hanno manifestato sensibilità al problema iniziando a creare prodotti nel pieno rispetto dell’ambiente ed imponendo regole precise anche ai propri fornitori e alla filiera sottostante.

Per la prima volta nel nostro paese, grazie ad un accordo tra Coop e le aziende che in ciascun territorio gestiscono il servizio idrico, rappresentate a livello nazionale da Federutility i consumatori potranno trovare nei punti vendita Coop, cartelli informativi con la descrizione dei principali parametri dell’acqua di rubinetto. Obiettivo: promuovere un uso consapevole dell’acqua eliminando o riducendo, attraverso comportamenti consapevoli, inutili sprechi, prestando attenzione alle proprietà organolettiche della risorsa e agli aspetti ambientali che ne derivano. Inoltre Coop ha denunciato Mineracqua per pubblicità ingannevole la quale, tramite una campagna pubblicitaria, affermava “acqua minerale molto più che potabile”.

Ovviamente, non essendo l’acqua minerale, per vari motivi, più salutare dell’acqua dei nostri rubinetti, Mineracqua ha perso la causa subendo le conseguenze giudiziarie.

USA SEMPRE ACQUA DI ECCELLENTE QUALITÀ

Pensiamo a quando prepariamo un buon risotto: caliamo il riso e iniziamo a cuocerlo, versando poco alla volta circa un litro d’acqua o di brodo. Terminata la cottura, versiamo nei piatti il riso.
Ed ecco che sorge spontanea una domanda: il litro d’acqua o di brodo dove è finito? Nel risotto ne è rimasto indicativamente mezzo bicchiere: ebbene, è proprio in quel mezzo bicchiere che si sono concentrati tutti gli eventuali inquinanti presenti nel litro d’acqua. Perché tutto ciò che evapora nel corso della cottura è acqua distillata, purissima; i contaminanti invece non evaporano, rimangono nel riso (residuo fisso). Addirittura, secondo l’A.I.R.C.(Associazione Italiana Contro il Cancro) sarebbe bene evitare di far bollire i cibi: la bollitura, infatti, peggiora la situazione in quanto fa evaporare parte dell’acqua aumentando la concentrazione dei nitrati.

Cosa ci insegna questo? Ci insegna che quando beviamo e cuciniamo non possiamo permetterci di ingerire acqua che non sia di eccellente qualità.

BOTTIGLIE DI PLASTICA: AL RIPARO DA LUCI E FONTI DI CALORE…


SUPERMERCATO

MAGAZZINO – STOCCAGGIO

IMPIANTO DI IMBOTTIGLIAMENTO

Le acque minerali  non vengono quasi mai conservate come “stabilito nella loro stessa etichetta”. Il percorso delle acque in bottiglia: aziende di imbottigliamento sotto il calore e le luci degli impianti di illuminazione, trasporti varie volte sotto il sole e, quando le vediamo accatastate fuori dai magazzini sotto il sole cocente? E ancora, dai magazzini di stoccaggio e poi all’interno dei supermercati per la vendita all’utente finale, quasi sempre sotto impianti di illuminazione e fonti di calore, lo stesso vale per le bottiglie di vetro.

Il cittadino, passata tutta la filiera, acquista l’acqua in bottiglia mediamente dopo 94 giorni. Dopo 3 mesi di stagnazione in una bottiglia di plastica conservate come sopra descritto; è facile immaginare cosa può aver rilasciato la plastica della bottiglia nel suo contenuto.

Il principale alimento per l’essere umano viene conservato contrariamente alle “prescrizioni” dello stesso “produttore”.

In Italia, per legge, le acque in bottiglia hanno una scadenza di 2 anni.

   
Link CONTATTO PLASTICA ACQUA

Per la legge italiana è “facoltativo” riportare la data d’imbottigliamento; quasi tutte le multinazionali dell’acqua minerale non la inseriscono, limitandosi a stampare solo la data di scadenza. E dunque come può il cittadino avere la certezza di quando è stata imbottigliata? Con una simile normativa solo gli addetti ai lavori e pochi altri possono capirlo.

La differenza è sostanziale tra una bottiglia di acqua acquistata 5 giorni dopo l’imbottigliamento o dopo uno o due anni.

L’ultima postilla del Decreto del 29/12/2003 del “link”: Ministero della Salute recita quanto segue: “Il rispetto dei limiti massimi va controllato a livello dell’imbottigliamento o di altri confezionamenti destinati al consumatore finale”. Viene dunque a mancare la responsabilità del “produttore” in merito alle modalità e tempistiche di consegna del prodotto, la quale può trovare compimento anche molto tempo dopo rispetto all’imbottigliamento, e dopo a molte ore di viaggio in TIR, sotto il sole cocente, dalle Alpi Marittime del Piemonte a Palermo o viceversa.

Diverse acque minerali, se analizzate con i parametri propri dell’acqua potabile, risulterebbero non idonee al consumo umano”: per la legge Italiana i parametri delle acque in bottiglia possono essere, in vari contaminanti, più alti rispetto a quelli delle acque potabili dei nostri rubinetti.

ALCUNE COMPARAZIONI TRA ACQUA POTABILE E ACQUA MINERALE

Nome sostanza   Parametri acqua potabile
(D.Lgs. 02/02/2001)
Parametri acqua minerale (D.M. 29/12/2003)
Link parametri: potabile e minerale
EPICLORIDRINA Link Treccani Limite 0,1 µg
per litro
Parametro senza limite
BORO Link Ministero della Salute Limite a 1 mg
per litro
Limite a 5 mg
per litro
VANADIO Link Treccani Limite 50 µg
per litro
Parametro senza limite
FLUORO Link Treccani Limite a 1,5 mg
per litro
Limite a 5 mg
per litro

Riteniamo che: notizie incontestabili, riguardanti la salute di tutti i cittadini, debbano essere veicolate con la massima efficacia, reagendo con tenacia alle potenti multinazionali che inquinano spietatamente il pianeta; un solo obbiettivo: aumentare i loro, già considerevoli, profitti. 

ALTRI LINK UTILI PER APPROFONDIMENTO

Link Descrizione
Link Analisi Francia. Le 85 molecole estranee all’acqua tradotte (antibiotici, ftalati, pesticidi…). Link Ecoblog originale
Link Il Cloro (fonte Criticamente.it)
Link Il Cloro (fonte Greenpeace)
Link Indagine Europea sulle acque italiane

Senz’altro siamo diventati antipatici e insopportabili. . In più penseranno “Basta non ne posso più e non può essere! Questi fanno terrorismo psicologico! Sparlano dei concorrenti per vendere i loro prodotti!” Ed è più che comprensibile.

XPurifier, al personale nei corsi insegna, con fermezza, di non screditare mai i concorrenti e di spiegare dettagliatamente con sincerità esclusivamente i propri prodotti. È evidente per tutti che screditare i concorrenti, oltre che molto scorretto è anche controproducente verso l’interlocutore.

Riteniamo che: notizie incontestabili, riguardanti la salute di noi tutti in merito al principale “alimento” per l’intero pianeta, debbano essere veicolate con la massima efficacia, reagendo con tenacia alle potenti multinazionali dell’acqua, che inquinano spietatamente il pianeta, con un solo obbiettivo: aumentare i loro, già considerevoli, profitti. 


IL MARE

Il nostro pianeta è per il 70% coperto dal mare, risorsa senza la quale l’umanità probabilmente non esisterebbe.

Nel mondo vengono prodotte circa 150 miliardi all’anno di bottiglie in plastica, di cui il 20% finisce nel mare, con un tempo di decomposizione stimato attorno ai 5-6 secoli. Queste bottiglie provengono soprattutto dalla terra ferma, navi, piattaforme petrolifere o raggiungono le acque oceaniche tramite i fiumi e laghi, e tutto ciò è pericolosissimo: la plastica, con il passare degli anni, si frantuma in una finissima poltiglia tossica, di misura simile al plancton di cui si cibano moltissimi uccelli e specie marine, causandone la morte prematura.

Ci sono poi altre cose su cui riflettere, come il Great Pacific Garbage Patch, “l’isola spazzatura” al largo della costa della California: non si sa di preciso quanto questo accumulo di immondizia galleggiante sia grande, più o meno come la penisola Iberica.

Il Great Pacific Garbage Patch ha in superficie uno spessore di circa 10 metri, quasi interamente composto da rifiuti plastici, mentre sul fondale lo spessore è di circa 1 metro ed è formato da rifiuti che non galleggiano, provocando la distruzione totale della fauna marina ad ogni passaggio, spinto costantemente dalle correnti oceaniche.

I più importanti esperti internazionali da decenni stanno tentando di debellare queste mostruosità, ad oggi senza alcun risultato. Purtroppo l’episodio del Great Pacific Garbage Patch non è l’unico: molte altri esempi di questo tipo, piccoli e grandi, vagano per gli oceani. Il nostro Mediterraneo è nelle stesse condizioni, se non in una situazione addirittura peggiore, con la differenza che in questo caso non si formano le “isole spazzatura” perché trattasi di un mare privo delle forti correnti oceaniche.

E LO SCONVOLGIMENTO CLIMATICO?

Da qualche anno, sporadicamente, i media si avvalgono di titoli esplosivi quali “il mese più caldo dal milleottocento”, “l’anno più caldo da quando esiste l’uomo” etc, tanto per…

Le calotte polari in costante scioglimento da anni. E i ghiacciai spariti in pochi anni dopo ere geologiche di permanenza sulla terra. E ancora, decenni di deforestamento nei polmoni del pianeta. L’estinzione di innumerevoli specie animali. Le migliaia di centrali a carbone, il petrolio tra le principali cause di inquinamento del pianeta? Che dire infine del fatto che mentre i poli si sciolgono le compagnie petrolifere brindano per gli abnormi ricavi ottenuti in merito alla vendita dell’oro nero, che viene trivellato nell’Antartide avvelenando tutto l’ambiente circostante.

Si potrebbe continuare per ore, dunque se ti vuoi accomodare: prego!

PROTEGGIAMO QUESTO INCANTEVOLE PIANETA, CON ESTREMA TENACIA… MANCA POCO: 1,5 – 2 GRADI IN PIÙ DELLA MEDIA E SARÀ UN DISASTRO.

Link: Repubblica – Clima, l’allarme degli scienziati Onu: misure eccezionali o sarà il disastro

Siamo arrivati al bivio: dobbiamo immediatamente invertire la tendenza distruttiva contro la Terra… anzi, potrebbe essere già troppo tardi!

Un primo passo concreto si era fatto a Parigi nel dicembre 2015. Purtroppo il 01-06-2017 il Presidente Trump si è ritirato dal patto, un’accordo importantissimo siglato da quasi tutte le nazioni del mondo in merito alla salvaguardia della nostra Terra. Essendo gli USA tra i primi inquinatori del mondo, le previsioni degli esperti sono drammatiche.

BARRIERE CORALLINE

Quando i coralli mangiano la plastica  Link National Geographic. Continuiamo volutamente a dipendere dalle fonti fossili? Il risultato è l’aumento globale della temperatura, causa di fenomeni, a dir poco disastrosi, per l’umanità.
La Grande Barriera Corallina australiana, forse la più emozionante meraviglia che la natura ci offre è in pericolo di estinzione. Da alcune settimane questa notizia “shock” sta facendo il giro del mondo (uno studio dell’autorevole rivista Nature), ne ha ‘sancito il decesso’ parlando di uno “sbiancamento senza precedenti” di oltre il 90 per cento dei coralli, con la morte che sarebbe già sopraggiunta per circa il 20%.Sciagura che ha già colpito anche il mare del Giappone, delle Maldive, dell’Egitto, le Hawaii, il Messico, le coste del Texas, della Florida la Tanzania, Thailandia, Indonesia, Filippine e di molti altri siti tra i più incantevoli del pianeta. 

Il 2017 sarà ricordato per l’ennesima tragedia ambientale: lo sbiancamento dei coralli più mortale della storia. Questo triste fenomeno, e molti altri, entro pochi anni ucciderà la maggior parte dei coralli.


PRIMA
DOPO

STIAMO ESTINGUENDO NEMO

L’acidificazione degli oceani causata dall’infinito rilascio in atmosfera di CO2: centrali a carbone, svariate decine di milioni di mezzi che circolano quotidianamente nel pianeta, e che rilasciano con i loro gas di scarico svariati veleni nell’atmosfera, abnorme consumo di petrolio, inimmaginabile produzione di plastica disastrosa per l’intero pianeta.

ONU-OMS: l’inquinamento uccide ogni anno nel mondo un numero di persone che è 234 volte quello dei conflitti in atto; la stragrande maggioranza sono bambini, i più deboli e indifesi.

Link Repubblica.it

 

Un consiglio per cuocere la pasta

Quando l’acqua bolle, cala la pasta, metti il coperchio e spegni il fornello.
Scola la pasta dopo il tempo di cottura consigliato nella confezione.
Prova, rimarrai piacevolmente sorpresa!
Immagina… se tutti gli italiani la cuocessero così.
Quanta più salute e più sapore, evitando 10-15 minuti di bollitura!
Quanto risparmio energetico!